Vivere da medioman. Ne vale la pena?

Sezione per parlare delle nostre esperienze da uomini sotto la media estetica, e ricevere consigli e conforto
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Vivere da medioman. Ne vale la pena?

Post by rossoneroforever » 25 Jan 2020 21:53

Lasciamo perdere i bellocci o gli sfigati come noi.

Prendiamo un 5,5/6,normaloide puro(non normocarino),senza nulla che lo affossa ma nemmeno che la fa svettare. Famiglia normale alle spalle,normomonetata,intelligenza nella media. La vita dell'uomo comune,quello che è più probabile nasca da una coppia qualsiasi. Secondo voi,in casi simili, è una vita che vale la pena di essere vissuta o sarebbe meglio non essere mai venuti al mondo?

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johnny-red
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Re: Vivere da medioman. Ne vale la pena?

Post by johnny-red » 25 Jan 2020 22:11

sarebbe una vita simile alla mia ma con figa leggermente più di qualità, cioè invece di sole cesse obese anche qualche mezza cessa
mah, non più di tanto direi, anche perché a quei livelli estetici da 5,5/6 è facile incastrarsi in LTR anche in giovane età alla prima mezza cessa da 4/5 che ci prova, mentre al brutto vero non capita manco quello, e si salva in calcio d'angolo

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Mavenes
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Re: Vivere da medioman. Ne vale la pena?

Post by Mavenes » 25 Jan 2020 22:19

In Italia, no

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Noodles
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Re: Vivere da medioman. Ne vale la pena?

Post by Noodles » 25 Jan 2020 23:07

Dipende dal livello di stupidità. Se sei un normaloide riflessivo e analitico farai una vita di merda, se sei il classico normaloide ritardato che vive come un animale senza interrogarsi su nulla te la puoi anche passare.
"Una donna, tanto più dice quanto meno significa.Il picco massimo di intelligenza raggiungibile da una donna è il più completo e totale mutismo" Urlicht

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Re: Vivere da medioman. Ne vale la pena?

Post by rossoneroforever » 25 Jan 2020 23:07

Noodles wrote:
25 Jan 2020 23:07
Dipende dal livello di stupidità. Se sei un normaloide riflessivo e analitico farai una vita di merda, se sei il classico normaloide ritardato che vive come un animale senza interrogarsi su nulla te la puoi anche passare.
Sì anche io penso sia la discriminante chiave.

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johnny-red
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Re: Vivere da medioman. Ne vale la pena?

Post by johnny-red » 25 Jan 2020 23:22

Noodles wrote:
25 Jan 2020 23:07
Dipende dal livello di stupidità. Se sei un normaloide riflessivo e analitico farai una vita di merda, se sei il classico normaloide ritardato che vive come un animale senza interrogarsi su nulla te la puoi anche passare.
ma questo vale anche per un brutto eh, se un brutto si accontenta di una cessa obesa (e ce ne sono eccome) senza farsi domande come se nulla fosse, dimostrando la stessa 'ingenuità' di Andreotti dinanzi ai servizi deviati (Troisi docet) è la stessa cosa, non è che cambia molto

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Re: Vivere da medioman. Ne vale la pena?

Post by re innocuo78 » 25 Jan 2020 23:29

Noodles wrote:
25 Jan 2020 23:07
Dipende dal livello di stupidità. Se sei un normaloide riflessivo e analitico farai una vita di merda, se sei il classico normaloide ritardato che vive come un animale senza interrogarsi su nulla te la puoi anche passare.
più che stupidità,direi una questione di coscienza ed onestà con se stessi.

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Skin
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Re: Vivere da medioman. Ne vale la pena?

Post by Skin » 25 Jan 2020 23:58

Vale la pena ovviamente

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Re: Vivere da medioman. Ne vale la pena?

Post by Stronzo_di_guerra » 26 Jan 2020 00:10

Mavenes wrote:
25 Jan 2020 22:19
In Italia, no
Concordo, il tipo in oggetto vivrebbe bene in un paese come la polonia ma male in uno come l'italia.
Meglio comandare che fottere.

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Mocio-Man
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Re: Vivere da medioman. Ne vale la pena?

Post by Mocio-Man » 26 Jan 2020 01:01

Secondo me no. Parto da una concezione pessimistica dell'esistenza e ritengo che trovarsi in vita, in linea generale, sia una condizione svantaggiosa rispetto al non esistere (ciao Leopardi e Schopenhauer): può valerne la pena solo nel caso si faccia parte di una minoranza più fortunata del normale, per la quale quella condizione diventa vantaggiosa o almeno neutra.

In altre parole, non mi faccio problemi a dire che, se ragionassero in base ai miei parametri, la maggioranza delle persone farebbe bene a suicidarsi.

Tra questi miei parametri per appartenere alla minoranza che ha valide ragioni per non tirare fuori corda e sapone, c'è ovviamente un aspetto che sia qualcosa in più di un anonimo normaloide, diciamo ALMENO un carino solido se non proprio un figo vero. Sinceramente, a differenza di molti che la considerano una trollata esagerata, io tendo a prendere sul serio o quasi l'assioma di Cotopaxi: sotto il 7 non è vita. O al limite toh, diciamo 6,5. Un aspetto che ti permetta non semplicemente di raccattare qualcosa ingoiando compromessi (il destino del normaloide) ma di giocartela secondo le tue regole: per esempio poterti permettere di

- scartare senza remore le tipe che non ti piacciono
- evitare l'ipocrisia, esprimere apertamente i tuoi pensieri anche "impopolari", per esempio quelli rappresentati dai punti seguenti
- rifiutare di essere tu a pagare cene, aperitivi, vacanze ecc. perché la parità non è solo quando fa comodo alle femmine
- non metterti in LTR se non ti va ma magari decidere di campare per qualche mese/anno di sole ONS e trombamicizie, e senza inganno, cioè dichiarando onestamente le tue intenzioni con le tipe che approcci

senza che queste cose comportino il ridurti a seghe eterne. Ecco, per agire così con successo direi che essere un normaloide non è abbastanza.

Poi ovviamente questa è UNA delle imprescindibili condizioni che per me rendono una vita degna di non concludersi col suicidio; tra le altre, le principali direi che sono
- buona salute (una vita con invalidità o fastidi fisici forti e cronici non è vita)
- tranquillità economica, in questo sono meno "pretenzioso" che sul lato estetico-sessuale, sostanzialmente seguo la linea rossoneriana per cui conta stare tranquillo sulle spese necessarie + normali sfizi (fottesega delle tarassacate), il tutto con un lavoro non necessariamente prestigioso (fottesega delle strnz-ate) ma che sia poco impegnativo/stressante (senza dover lavorare sarebbe il top, ma diciamo che non sarebbe una condizione necessaria per non suicidarsi se sono presenti le altre condizioni)
- non dover subire troppi/gravi soprusi e ingiustizie
- pochi ma buoni amici


Quante persone godono contemporaneamente di tutte queste condizioni? Non saprei, ma sicuramente non è la media. Ergo per me occorre decisamente qualcosa in più di questa per valer la pena di non monossidarsi.

Faccio cope perché la mia vita è nettamente inferiore anche alla media stessa? Può darsi, ma nel caso non me ne rendo conto, sono sinceramente convinto di quanto ho detto e del fatto che nei panni del medioman sarei ugualmente orientato al monossido.
SARÀ PER UN'ALTRA VITA

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Re: Vivere da medioman. Ne vale la pena?

Post by Teomondo Scrofalo » 26 Jan 2020 01:20

Mocio-Man wrote:
26 Jan 2020 01:01
Secondo me no. Parto da una concezione pessimistica dell'esistenza e ritengo che trovarsi in vita, in linea generale, sia una condizione svantaggiosa rispetto al non esistere (ciao Leopardi e Schopenhauer)
Crudo come tu cita Leopardi e Schopenhauer e neanche abbia cagato di striscio il mio discorso dell' altro thread sulle differenze sociali di Aristotele.

Contava solo citare autori moderni per essere considerati degni di considerazione.
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Re: Vivere da medioman. Ne vale la pena?

Post by urlich » 26 Jan 2020 01:28

Oggi come oggi, l'uomo (e sottolineo l'uomo maschio medio, non la persona media) vive una vita che è per lo più un barcamenarsi tra precariato sottopagato sul piano lavorativo e un ingoiare merda sul piano relazionale.
Dal punto di vista strettamente materialistico ovviamente le cose tendono a migliorare, il medioman in occidente ha facilmente accesso a beni che consentono un tenore di vita elevato ma che non bastano a colmare l'assenza di relazioni umane significative, del senso della famiglia e della comunità e di una donna che ti ami e ti rispetti.
Penso che la vita del medioman possa essere validissima da essere vissuta prima che il sesso e poi il lavoro diventino fattori di differenziazione gerarchica tale da farti sentire un escluso dalla vita vera
Last edited by urlich on 26 Jan 2020 01:32, edited 1 time in total.
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Re: Vivere da medioman. Ne vale la pena?

Post by Pisquano Barzotto » 26 Jan 2020 01:31

Per me ne vale la pena, a meno che non si abbia tendenza depressiva forte, caratteristica comune a molti utenti e spesso sottovalutata.
Buttati sulle negre amico brutto.

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Re: Vivere da medioman. Ne vale la pena?

Post by L'Eremita » 26 Jan 2020 01:36

Mocio-Man wrote:
26 Jan 2020 01:01
Secondo me no. Parto da una concezione pessimistica dell'esistenza e ritengo che trovarsi in vita, in linea generale, sia una condizione svantaggiosa rispetto al non esistere (ciao Leopardi e Schopenhauer): può valerne la pena solo nel caso si faccia parte di una minoranza più fortunata del normale, per la quale quella condizione diventa vantaggiosa o almeno neutra.

In altre parole, non mi faccio problemi a dire che, se ragionassero in base ai miei parametri, la maggioranza delle persone farebbe bene a suicidarsi.

Tra questi miei parametri per appartenere alla minoranza che ha valide ragioni per non tirare fuori corda e sapone, c'è ovviamente un aspetto che sia qualcosa in più di un anonimo normaloide, diciamo ALMENO un carino solido se non proprio un figo vero. Sinceramente, a differenza di molti che la considerano una trollata esagerata, io tendo a prendere sul serio o quasi l'assioma di Cotopaxi: sotto il 7 non è vita. O al limite toh, diciamo 6,5. Un aspetto che ti permetta non semplicemente di raccattare qualcosa ingoiando compromessi (il destino del normaloide) ma di giocartela secondo le tue regole: per esempio poterti permettere di

- scartare senza remore le tipe che non ti piacciono
- evitare l'ipocrisia, esprimere apertamente i tuoi pensieri anche "impopolari", per esempio quelli rappresentati dai punti seguenti
- rifiutare di essere tu a pagare cene, aperitivi, vacanze ecc. perché la parità non è solo quando fa comodo alle femmine
- non metterti in LTR se non ti va ma magari decidere di campare per qualche mese/anno di sole ONS e trombamicizie, e senza inganno, cioè dichiarando onestamente le tue intenzioni con le tipe che approcci

senza che queste cose comportino il ridurti a seghe eterne. Ecco, per agire così con successo direi che essere un normaloide non è abbastanza.

Poi ovviamente questa è UNA delle imprescindibili condizioni che per me rendono una vita degna di non concludersi col suicidio; tra le altre, le principali direi che sono
- buona salute (una vita con invalidità o fastidi fisici forti e cronici non è vita)
- tranquillità economica, in questo sono meno "pretenzioso" che sul lato estetico-sessuale, sostanzialmente seguo la linea rossoneriana per cui conta stare tranquillo sulle spese necessarie + normali sfizi (fottesega delle tarassacate), il tutto con un lavoro non necessariamente prestigioso (fottesega delle strnz-ate) ma che sia poco impegnativo/stressante (senza dover lavorare sarebbe il top, ma diciamo che non sarebbe una condizione necessaria per non suicidarsi se sono presenti le altre condizioni)
- non dover subire troppi/gravi soprusi e ingiustizie
- pochi ma buoni amici


Quante persone godono contemporaneamente di tutte queste condizioni? Non saprei, ma sicuramente non è la media. Ergo per me occorre decisamente qualcosa in più di questa per valer la pena di non monossidarsi.

Faccio cope perché la mia vita è nettamente inferiore anche alla media stessa? Può darsi, ma nel caso non me ne rendo conto, sono sinceramente convinto di quanto ho detto e del fatto che nei panni del medioman sarei ugualmente orientato al monossido.
Però ho un dubbio.
Se al di fuori di questa vita non esistesse nulla, né il passato, né il futuro, se non esistesse l'anima, se quindi, una volta morti, la nostra coscienza cessasse di esistere, perché non dovrebbe valere la pena vivere le nostre vite? Nel bene o nella cattiva sorte, è pur sempre un'esperienza, se prima di venire al mondo non esistevamo e dopo la morte non esisteremo più, tanto vale affrontarla, anche se, in linea teorica, è come se anche questa vita non esistesse. La vita non ha significato prima di nascere e quando poi si cessa di vivere, ma vale la pena viverla per interrompere quel ciclo di non-esistenza in cui ci troviamo, inevitabilmente, tutti quanti, altrimenti sai che noia... (ovvio, anche la noia è un concetto senza significato nella non-esistenza)

Io son comunque pessimista e nichilista, appoggio quello che dici, mi è però venuta in mente questa possibile antitesi a quello che può essere il nostro pensiero. Perché privarsi di un qualcosa?
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Re: Vivere da medioman. Ne vale la pena?

Post by rossoneroforever » 26 Jan 2020 01:38

L'Eremita wrote:
26 Jan 2020 01:36

Però ho un dubbio.
Se al di fuori di questa vita non esistesse nulla, né il passato, né il futuro, se non esistesse l'anima, se quindi, una volta morti, la nostra coscienza cessasse di esistere, perché non dovrebbe valere la pena vivere le nostre vite? Nel bene o nella cattiva sorte, è pur sempre un'esperienza, se prima di venire al mondo non esistevamo e dopo la morte non esisteremo più, tanto vale affrontarla, anche se, in linea teorica, è come se anche questa vita non esistesse. La vita non ha significato prima di nascere e quando poi si cessa di vivere, ma vale la pena viverla per interrompere quel ciclo di non-esistenza in cui ci troviamo, inevitabilmente, tutti quanti, altrimenti sai che noia... (ovvio, anche la noia è un concetto senza significato nella non-esistenza)

Io son comunque pessimista e nichilista, appoggio quello che dici, mi è però venuta in mente questa possibile antitesi a quello che può essere il nostro pensiero. Perché privarsi di un qualcosa?
Perchè appunto come dici,non esisterebbe nessuna noia e nessuna privazione,in quanto sono entrambi concetti legati alla percezione e quindi all'esistenza.

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Re: Vivere da medioman. Ne vale la pena?

Post by Damned » 26 Jan 2020 01:44

Ovviamente è soggettivo. Io probabilmente non sarei soddisfatto. Però ragiono da non-medioman. Molto difficile dare un parere "neutro".
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Re: Vivere da medioman. Ne vale la pena?

Post by Mocio-Man » 26 Jan 2020 01:45

Teomondo Scrofalo wrote:
26 Jan 2020 01:20
Mocio-Man wrote:
26 Jan 2020 01:01
Secondo me no. Parto da una concezione pessimistica dell'esistenza e ritengo che trovarsi in vita, in linea generale, sia una condizione svantaggiosa rispetto al non esistere (ciao Leopardi e Schopenhauer)
Crudo come tu cita Leopardi e Schopenhauer e neanche abbia cagato di striscio il mio discorso dell' altro thread sulle differenze sociali di Aristotele.

Contava solo citare autori moderni per essere considerati degni di considerazione.
In realtà conta solo citare autori non ancora nati per essere all'avanguardia :))

No comunque in realtà il link su Aristotele l'ho letto, non ho risposto perché giustamente possiamo, come dici, considerare interessato qualsiasi rapporto, compreso quello in cui si ricerca la piacevolezza della compagnia dell'altro, però boh secondo me non è sullo stesso piano di quando l'interesse si basa sulla mera convenienza materiale, ok sarà "interessata" anche l'amicizia basata sulla ricerca di compagnia, ma in modo molto meno squallido e avvilente (e il thread era sul fatto che per un deforme miliardiario ciò sia utopia). Poi sono punti di vista.
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Re: Vivere da medioman. Ne vale la pena?

Post by wizard » 26 Jan 2020 01:45

Sarebbe un sogno estremo

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Re: Vivere da medioman. Ne vale la pena?

Post by L'Eremita » 26 Jan 2020 01:46

rossoneroforever wrote:
26 Jan 2020 01:38
L'Eremita wrote:
26 Jan 2020 01:36

Però ho un dubbio.
Se al di fuori di questa vita non esistesse nulla, né il passato, né il futuro, se non esistesse l'anima, se quindi, una volta morti, la nostra coscienza cessasse di esistere, perché non dovrebbe valere la pena vivere le nostre vite? Nel bene o nella cattiva sorte, è pur sempre un'esperienza, se prima di venire al mondo non esistevamo e dopo la morte non esisteremo più, tanto vale affrontarla, anche se, in linea teorica, è come se anche questa vita non esistesse. La vita non ha significato prima di nascere e quando poi si cessa di vivere, ma vale la pena viverla per interrompere quel ciclo di non-esistenza in cui ci troviamo, inevitabilmente, tutti quanti, altrimenti sai che noia... (ovvio, anche la noia è un concetto senza significato nella non-esistenza)

Io son comunque pessimista e nichilista, appoggio quello che dici, mi è però venuta in mente questa possibile antitesi a quello che può essere il nostro pensiero. Perché privarsi di un qualcosa?
Perchè appunto come dici,non esisterebbe nessuna noia e nessuna privazione,in quanto sono entrambi concetti legati alla percezione e quindi all'esistenza.
Si, però, nel momento in cui prendiamo vita, questi concetti si palesano. Il valere o no la pena vivere, a questo punto, dovrebbe esser valido solo per una possibile futura esistenza. In quel caso allora, dico che no, non conviene venire al mondo. Al contrario però, se si nasce, tanto vale portare a termine la vita. Ormai il patatrac è stato fatto.
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Re: Vivere da medioman. Ne vale la pena?

Post by Mocio-Man » 26 Jan 2020 01:47

L'Eremita wrote:
26 Jan 2020 01:36

Però ho un dubbio.
Se al di fuori di questa vita non esistesse nulla, né il passato, né il futuro, se non esistesse l'anima, se quindi, una volta morti, la nostra coscienza cessasse di esistere, perché non dovrebbe valere la pena vivere le nostre vite? Nel bene o nella cattiva sorte, è pur sempre un'esperienza, se prima di venire al mondo non esistevamo e dopo la morte non esisteremo più, tanto vale affrontarla, anche se, in linea teorica, è come se anche questa vita non esistesse. La vita non ha significato prima di nascere e quando poi si cessa di vivere, ma vale la pena viverla per interrompere quel ciclo di non-esistenza in cui ci troviamo, inevitabilmente, tutti quanti, altrimenti sai che noia... (ovvio, anche la noia è un concetto senza significato nella non-esistenza)

Io son comunque pessimista e nichilista, appoggio quello che dici, mi è però venuta in mente questa possibile antitesi a quello che può essere il nostro pensiero. Perché privarsi di un qualcosa?
Come detto da rossonero, la fregatura è che chi non perviene all'esistenza non ne soffre la privazione, mentre chi esiste i dolori della vita li soffre eccome.
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