Il gran maestro dei brutti veri

Il futuro è solo il ricordo di uno stupendo passato
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Il gran maestro dei brutti veri

Post by Mavenes » 07 Mar 2020 14:41

Un uomo sedeva a gambe incrociate di fronte alla baia, scrutando il mare in attesa delle vele giuste. Nessuno conosceva i suoi lineamenti, come nessuno conosce il volto celato dal burqa d’una musulmana devota. Per chi lo ascoltava era il Maestro, e le sue parole di verità giungevano da dietro l’ombra che gli oscurava la faccia.
Era giunto nell’isola dodici anni prima, dopo un lungo viaggio in cerca di vagina a buon mercato. Adesso, sazio, aspettava la nave che lo avrebbe riportato indietro.
La gioia era immensa al pensiero di rivedere la pianta del fico d’india che cresce nella sua terra, ma grande era anche la commozione nel lasciare Cuba e i suoi discepoli.
Una folla di storpi, deformi, esseri asimmetrici e contorti si era radunata attorno a lui, seguitolo al suo passaggio. I discepoli sapevano che il Maestro era in procinto di partire e desideravano stringersi a lui per un ultimo abbraccio e abbeverarsi ancora una volta alla fonte della sua saggezza.

Allora tra la gente seduta si levò un uomo: Maestro, parlaci delle donne.
Ed egli sollevò la testa e posò gli occhi sulla folla, e scese il silenzio.
E a gran voce egli disse:
Quando una donna vi parla d’amore, non credetele.
Non prestatele attenzione se ciancia di carattere, fascino, empatia.
Giacché un’unica cosa riempie veramente il cuore d’una donna: il bel faccino.
Badate che sotto una certa soglia estetica per una donna si è simili a insetti: i brutti sono vermi striscianti, scarafaggi ripugnanti, abominevoli lombrichi. Le donne provano odio e disgusto per i brutti come per gli insetti, tranne le farfalle che invece hanno un bell’aspetto. Un brutto non è nemmeno considerato umano da una donna. Quando le donne parlano d’amore, esse sono in realtà innamorate di un mucchio di ossa, infatti i lineamenti del volto sono in gran parte determinati dalla forma del teschio.

Maestro, Josè ha avuto donne, eppure è brutto.
Josè è un sette, ha lo sguardo da furbetto don giovanni. Un uomo non è sempre in grado di valutare correttamente la bellezza di un altro uomo, nemmeno io posso farlo. Nella mia isola, al di là del mare grande, varcato lo stretto delle colonne d’Ercole, c’è un uomo di nome Varg, alto, dai folti capelli, con una lunga barba crespa come si confà a un bravo musulmano. Molti lo hanno scambiato per un sei, ma egli è un tre, il bruttometro parla chiaro.

Maestro, ma un brutto può compensare sapendoci fare?
Non esiste il saperci fare. Un bello può essere stupido, balbuziente, esordire nella conversazione con un sonoro rutto, eppure una donna penderà ancora dalle sue labbra, ipnotizzata dai lineamenti del suo volto. Viceversa un brutto intelligente, abile oratore, capace d’ironia e di citazione erudita, verrà sempre respinto con disprezzo, non gli sarà data occasione di parlare.
Io stesso ho visto belli rimanere immobili sulla loro sedia a rotelle ed essere approcciati dalle donne che scartavano i brutti. I belli sordomuti e ciechi scopano ugualmente. Altrettanto fanno i belli sociopatici.
Quando ero nella mia isola avevo un nutrito gruppo di discepoli, fedeli osservanti dei comandamenti come voi. Essi mi ascoltavano nel foro come voi fate nella baia. Poi vennero i pua di Italian Seduction guidati dal demone Spinx: corruppero i loro cuori con false speranze, promisero la redenzione dalla bruttezza attraverso vie impercorribili, puntarono il dito contro i brutti accusandoli d’essere degli inetti prima ancora che vittime della genetica.
Non permettete che il seme della menzogna attecchisca anche presso voi. Non esiste il saperci fare. Esiste unicamente la bellezza del viso, o in mancanza d’essa la ricchezza delle proprie tasche, giacché le donne sono sensibili al bel portafoglio quasi quanto lo sono al bel faccino.

Maestro, dovremo dunque rimanere vergini?
Una spada non può essere eternamente brandita, ma ha bisogno d’essere riposta periodicamente nel suo fodero, altrimenti finirà con lo spossare il braccio che la sorregge, o ferire involontariamente qualcuno. Non esiste altra via per un brutto che quella di trovare la sua isola, così come io ho trovato la mia in queste vostre splendide sponde.
Ho approcciato più di mille donne nel mio peregrinare, rimediando due cesse obese. Invero è ‘sì misero il bottino d’un brutto nelle mie terre, e mai i suoi sforzi sono equamente ripagati. Se non fossi sbarcato sulle vostre spiagge, se non mi aveste accolto come guida, se non avessi portato con me il denaro sonante tanto bramato dalle vostre femmine, forse mai avrei conosciuto il corpo d’una vera donna.
Voi non dovete essere altrettanto sfortunati. La Storia ci indica la via: i nostri avi non subivano il giogo del femminismo, ma esercitavano sulle donne il potere proprio del maschio, ed esse erano ben liete del destino che la Natura aveva loro riservato. Per sorte il brutto poteva avere in dote la bella, la quale doveva ubbidire ai suoi comandi e soddisfare ogni sua voglia.
Oggi solo i musulmani hanno la forza di tramandare l’antico precetto. Ecco perché urge islamizzare i cuori degli uomini da oriente a occidente, portare la sharia nelle case e nelle strade. Quello è il paradiso che vi indico, quella è l’isola che voglio mostrare ai brutti che navigano sperduti tra i flutti del mare.

A quelle parole il silenzio divenne un brusio d’approvazione e i discepoli si sentirono ancor più ferventi. Dalla folla si levò una voce quasi all’unisono: Maestro, parlaci della foga.
La foga è il Male, ma un male necessario.
La donna è portatrice di foga, e come tale tiene in pugno molti uomini, che per essa sono pronti a morire, e difatti muoiono.
Un vero uomo non muore di foga, ma la disprezza, pur volendola per sé e per soddisfare il suo fallo.
Un vero uomo non accosta le sue labbra alle immonde labbra della foga.
Un uomo non succhia, ma è succhiato.
Solo gli effeminati dal bel faccino leccano la foga.

Maestro, quanta foga può vedere un brutto?
Da dove vengo si narrano storie incredibili, simili alle fiabe che raccontate ai fanciulli per farli addormentare. Eppure c’è chi fa della stoltezza una bandiera, e acriticamente accetta quelle fantasie per verità e le propaganda ad altri, diffondendo per il mondo la menzogna. Io stesso ho conosciuto un uomo di nome Innocuo, un oste privo di capelli della Città Eterna, che venne a parlare nel foro delle sue cinquanta donne. Ai brutti che lo ascoltavano le sue parole parvero melodia, ma era un infido canto di sirene. Nelle sue fantasie egli si spinse tanto in là da immaginare un obeso che collezionava novanta vagine, animale mitologico quanto la chimera e l’arpia.
Scolpite nella pietra la verità, giacché è meglio un’amara medicina d’un dolce veleno: un normaloide può aspirare a tre fighe nella sua vita, cinque se è fortunato e di bocca buona; un brutto una, massimo due, più spesso zero. In verità vi dico, un brutto vero trova due cesse obese ogni mille approcci. Nel mondo delle donne solo i belli possono ambire a numeri con la doppia cifra. Conta solo il bel faccino.

Pronunciato il dogma calò un profondo silenzio sulla folla, e per lunghi attimi il Maestro stette a rimirare il mare, mentre i suoi discepoli tenevano la testa bassa e masticavano lentamente le nutrienti parole del profeta dei brutti.
Apparve quindi un’imbarcazione all’orizzonte, e mentre si avvicinava a riva spinta dal vento divenne visibile la triscele con la testa della Gorgone dipinta sulle vele.

Sfarro
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Re: Il gran maestro dei brutti veri

Post by Sfarro » 07 Mar 2020 14:47

Hai scritto "foga" invece che "figa".
Da quanto sono brutto quando vedo la mia immagine riflessa nemmeno mi riconosco.

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Re: Il gran maestro dei brutti veri

Post by Mavenes » 07 Mar 2020 14:49

Sfarro wrote:
07 Mar 2020 14:47
Hai scritto "foga" invece che "figa".
Non l'ho scritto io, è un racconto che girava ai tempi di forumfree

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Re: Il gran maestro dei brutti veri

Post by Varg » 07 Mar 2020 15:02

Il racconto era di Mahler se ben ricordo
«Kinder, Küche, Kirche» (proverbio tedesco)

«Gli ebrei ci hanno sottratto la donna con le loro formule sulla democrazia sessuale. Noi, i giovani, dobbiamo metterci in marcia per uccidere il drago e poter riconquistare nuovamente la cosa più sacra al mondo: la donna come vergine e ancella» Gottfried Feder

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Re: Il gran maestro dei brutti veri

Post by Damned » 07 Mar 2020 16:25

Varg wrote:
07 Mar 2020 15:02
Il racconto era di Mahler se ben ricordo
Sì, l'ha scritto lui.
Hate keeps a man alive; it gives him strength.

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Re: Il gran maestro dei brutti veri

Post by Gomma Suprema » 07 Mar 2020 16:28

Damned wrote:
07 Mar 2020 16:25
Varg wrote:
07 Mar 2020 15:02
Il racconto era di Mahler se ben ricordo
Sì, l'ha scritto lui.
Secondo me poteva fare di meglio però, lo ha scritto troppo di foga.

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